Il Natale sfrondato dalle mille tradizioni.
Brano tratto dal romanzo “TERRA PROMESSA il Cristianesimo primitivo spogliato di tradizioni e leggende” di Paolo Tittozzi – (Pag. 135 e seguenti)
«Spero di poterti stupire anche oggi», le risposi ridendo. «Oggi non andremo a vedere cosa ha fatto la Chiesa antica per convertire i gentili, ma andremo a spiare quanto abbiano fatto i pagani per influenzare la nostra religione per come oggi la conosciamo nel terzo millennio».
«Stupiscimi», mi rispose ridendo Daniela. «Sai che sono molto curiosa».
«Pietro, Giacomo, ma soprattutto Paolo, insieme ai cristiani dei primi tre secoli, predicarono lungo l’arco del Mediterraneo incontrando popoli con religioni, usi e tradizioni assai diverse da quelle giudaico-cristiane. In particolare i predicatori del tempo trovarono il culto di Iside in Egitto e nord Africa, quello di Semiramide nell’area della Mesopotamia, si confrontarono con il culto di Mitra in Persia, e in Italia dove quel culto era molto seguito sia nell’esercito romano che tra i mercanti. Poi ancora quello di Cibele dall’Anatolia e di Zeus con il suo Olimpo in Grecia e in Italia, del quale ormai crediamo di sapere quasi tutto.
Non dimentichiamo che, data la forte mobilità, all’interno dell’Impero romano c’era una certa osmosi tra i popoli, per cui nell’ambito di una stessa realtà geografica si trovavano varie etnie e quindi religioni, usi, costumi mescolati tra loro. Tutte queste religioni, antiche di secoli, sono alla base del nostro Cristianesimo».
7.1 Iside e Horus
«I culti egiziani di Iside e Horus, il dio Sole, sono quelli che più hanno influenzato il Cristianesimo e lo stesso ebraismo, non dimentichiamo che gli ebrei vissero per secoli in Egitto. I miti ci raccontano che Iside, tentando di resuscitare Osiride, ne rimase fecondata e partorì Horus, una delle più antiche divinità egizie. Le sue origini risalgono a un momento indefinito della preistoria africana. Vediamo le clamorose coincidenze: Iside, vergine, con suo padre Osiride, generò Horus;
– il dio Thot annuncia a Iside che concepirà un figlio virginalmente;
– la nascita di Horus avviene il 25 dicembre in una stalla;
– la nascita di Horus viene annunciata da una stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni;
– Horus a dodici anni insegna nel tempio e poi scompare fino ai trent’anni;
– Horus sta quaranta giorni nel deserto contro Set (Satana), ha dodici discepoli, compie miracoli e cammina sulle acque;
– Horus viene crocefisso, chiuso in una tomba, per poi resuscitare;
– Horus sarà chiamato il KRST ovvero l’unto, la verità, il messia, il figlio di Dio, il pastore di Dio;
– Horus in Egitto è stato simboleggiato come un pesce;
– l’aureola (nimbo) è comunemente presente nelle raffigurazioni egizie.
La religione di Horus precede di oltre 3000 anni la religione cristiana.
«Visitando le catacombe di Roma, è facile trovare dei dipinti di Horus bambino tra le braccia della vergine Iside, sua madre».
Iside e Horus (Egitto-Impero romano)
7.2 Semiramide e Tammuz
«La ricostruzione di questo mito ci porterebbe ai tempi del diluvio (Gn 6,9-9,19), poi le leggende si sono intrecciate nelle varie culture. Una delle versioni, quella babilonese, ci dice che Semiramis partorisce suo figlio, il dio Tammuz, poi diventato Adone per i Greci:
- Semiramide era dea dell’amore e adorata come Regina del Cielo;
- la sua assunzione in cielo si celebrava a metà di agosto;
- da vergine concepisce suo figlio il 25 marzo che poi nasce il 25 dicembre;
- Tammuz, figlio di Semiramide, muore, viene sepolto in una tomba e poi risorge;
- la resurrezione di Tammuz si celebrava a Pasqua e la data cambiava ogni anno (era la prima domenica che segue il novilunio successivo all’equinozio di primavera).
Il culto di Semiramide precede circa 1500 anni il Cristianesimo.»
«È curioso notare come scrittori cristiani, sia romani che medioevali, si siano accaniti contro la figura di Semiramide facendola diventare simbolo della licenziosità pagana fino all’incesto. Anche Dante, che attinse a tali scritti, pose Semiramide nel II cerchio dell’inferno (V,52-60), tra i lussuriosi».
Semiramide e Tammuz (Mesopotamia-Impero romano)
7.3 Cibele – La Grande Madre
«La Dea Cibele è originaria della Frigia (attuale Anatolia) e veniva venerata dai Romani come “Magna Mater”, “la grande madre di uomini e Dèi, la prima fra gli Dei, la vergine, la mai nata, l’eterna”. La Grande madre simboleggia la forza creatrice e distruttrice della natura e durante l’equinozio di primavera si tenevano le cerimonie in suo onore:
- Cibele la Grande Madre, vergine, senza il maschio genera Attis, fecondata dall’ansa di un fiume;
- Attis è il Dio della vegetazione che ogni anno muore e resuscita;
- la nascita del dio Attis (Canna intrat) viene festeggiata ogni anno il 15 marzo;
- la morte del dio Attis (Arbor intrat) ricorreva il 22 marzo. Le cerimonie funebri di Attis si tenevano in suo onore durante l’equinozio di primavera;
- la resurrezione del dio Attis (Hilaria) ricorreva il 25 marzo (è il primo giorno più lungo della notte, quindi la festa della luce, del sole e della primavera);
- La festa della letizia simboleggia la resurrezione del dio Attis che iniziava con l’annuncio del sacerdote al popolo “Confidate, o iniziati, nel Dio che si è salvato, poiché anche a voi ne verrà la salvezza dai dolori”.
- la assunzione in cielo si celebrava a metà agosto.
Il culto di Cibele precede di oltre 700 anni la religione cristiana».
La Dea Madre Cibele con il figlio Attis (Frigia-Impero romano)
7.4 Mitra-Dio Sole
«Nel 65-63 a.C. le armate di Pompeo, conquistatrici dell’Impero persiano, sono largamente convertite alla religione mitraica che poi viene riportata ovunque nell’Impero romano. Dal I al III secolo d.C., parallelamente al Cristianesimo, il mitraismo, con il culto del dio Sole, si diffonde con grande rapidità nell’Impero, soprattutto tra militari e mercanti e viene sostenuto da numerosissimi imperatori, sino al tempo di Costantino. Anche tra Mitraismo e Cristianesimo troviamo molte similitudini:
- Mitra nasce il 25 dicembre da una vergine in una grotta, è considerato “figlio di Dio”;
- Mitra è un grande maestro e predicatore, ha fatto dei miracoli e ha dodici compagni o discepoli;
- Mitra sacrifica sé stesso compiendo il gesto eroico di uccidere “il grande toro” per la pace cosmica; viene sepolto in una tomba e risorge;
- l’evento della sua resurrezione veniva celebrato ogni anno;
- Egli viene considerato come la via, la verità, il messia, il redentore;
- il Mitraismo usa il rito di iniziazione (battesimo) per entrare a far parte della comunità nuovi fedeli; il giorno consacrato a Mitra è la domenica.
Il culto di Mitra precede di oltre 600 anni la religione cristiana».
Mitra-Dio Sole (Persia e Impero romano)
«Da ciò che abbiamo visto è fin troppo facile accorgersi» osservò Daniela «che i culti divini che hanno preceduto la nostra religione erano intrisi di riti, tradizioni e liturgie che il nostro Cristianesimo ha ereditato in toto con assoluta precisione».
«È ciò che desideravo farti notare!». Proseguii: «Vale anche la pena ricordare che il Cristianesimo, già dall’inizio del II secolo, non è più la corrente nazarena delle origini e il messaggio cristiano viene ormai predicato in molte province dell’Impero a gentili delle più disparate religioni. Questi “barbari” erano stati, a loro volta, oggetto di conquista da parte degli eserciti romani aventi altri culti con altri Dèi. È dunque evidente che i predicatori cristiani non poterono non considerare i diversi usi e i costumi locali; inoltre i nuovi convertiti, impregnati delle proprie tradizioni, diventati ben presto a loro volta dei predicatori, hanno promosso un Cristianesimo intriso di tutti i loro usi e consumi»……